Scrivere un sinossi

Stendere la sinossi di un romanzo non è un lavoro semplice. Eppure si tratta di un elemento fondamentale per presentarsi agli editori, il mezzo che consente di fare la differenza tra il solito dattiloscritto lasciato a morire nella polvere e una concreta possibilità che l’editor di una casa editrice possa interessarsi al vostro progetto.

Di che cosa si tratta, esattamente? La sinossi di un romanzo è la calibrata miscela di alcuni ingredienti che servono a mettere subito in chiaro il progetto del vostro libro e come lo avete strutturato.

La lunghezza complessiva di una sinossi non deve superare le tre cartelle dattiloscritte, per non far passare subito la voglia al vostro interlocutore di affrontarne la lettura. Poche cartelle agili e ben scritte, invece, danno soddisfazione a chi, lavorando nelle case editrici, si trova generalmente ad avere a che fare con esordienti che spediscono dattiloscritti alti una spanna e pretendono di essere letti subito. La sinossi fa un’ottima impressione: dà idea di professionalità, di intelligenza e di rispetto per il lavoro altrui.

Restare nelle tre cartelle dattiloscritte è il primo passo per spingere un editor ad affrontare la lettura del testo, ma non basta. La sinossi va accompagnata da una breve lettera di presentazione in cui si spiega chi è il mittente (che cosa si fa nella vita e che cosa si ha già pubblicato) e che si desidera porre all’attenzione della casa editrice il progetto del romanzo, prima di prendere in considerazione l’eventualità di spedire l’intero dattiloscritto, cosa che potrà avvenire solo se l’editore sarà interessato.

Ecco un esempio di breve lettera di accompagnamento:

Gentile dott. …….

mi chiamo Mario Rossi, sono nato a Milano e ho 32 anni. Laureato in Ingegneria elettronica, mi interesso da sempre di letteratura. Sino a oggi ho pubblicato alcuni articoli su riviste come ………. e …….., ho ottenuto lusinghieri risultati a diversi premi letterari e due miei racconti sono apparsi sulle pagine di ….. e ……. Di seguito a questa lettera troverà la sinossi del mio primo romanzo, su cui non mi dilungo ora, a cui mi auguro avrà il tempo di dare un’occhiata. Si tratta di un thriller medievale che ritengo interessante e ben costruito, ma ovviamente lascio a lei qualsiasi commento in merito. Se ritenesse interessante il mio progetto, me lo faccia sapere: le invierò all’istante i primi capitoli del romanzo o, se preferisce, l’intero dattiloscritto.


Cordiali saluti,

Mario Rossi

Dopo la lettera, breve ma efficace nello spingere l’editor a dare un’occhiata alla sinossi, bisogna essere certi di potersi garantire la sua attenzione fino al termine delle tre cartelle di presentazione del romanzo.

Ma vediamo nei particolari come dev’essere strutturata una sinossi.

Per prima cosa occorre mettere in evidenza l’elemento esotico del libro, quel qualcosa che lo contraddistingue da quanto già esiste sul mercato e che può essere un punto di interesse e di attrazione per il lettore.

Verificate se nel vostro romanzo c’è questo elemento, anche se si tratta di una semplice ambientazione o di una situazione collaterale alla vicenda principale.

Come si vede, già questo primo passo offre la possibilità di verificare quanto il proprio libro sia davvero interessante. Se non esistono elementi di suggestione tali da poter parlare subito di un’idea, di un personaggio o di un’ambientazione affascinanti, capaci di catturare l’attenzione del lettore (e, nel caso specifico, dell’editor che deve affrontare la lettura della sinossi), allora bisogna rendersi conto che c’è qualcosa che non va.

Non basta raccontare una storia e mettere insieme personaggi più o meno interessanti. Bisogna inserire almeno un elemento originale e, appunto, “esotico”, che caratterizzi la nostra storia. Facciamo un esempio concreto.

Ne Il collezionista d’ossa di Jeffery Deaver, un thriller mozzafiato tradotto anche per il grande schermo, la storia potrebbe essere presentata così: un ex poliziotto in caccia di un serial killer a New York. Questo è esattamente quello che succede, è l’anima e la struttura portante del romanzo, ma che presa avrebbe su un editor che dev’essere invogliato a scegliere un libro tra altri mille? La solita storia del serial killer! Eppure, nel romanzo di Deaver gli elementi esotici non mancano. Il personaggio principale è sì un ex poliziotto, ma è anche un paralitico bloccato a letto, che riesce a muovere solo la testa e un dito. Attorno a lui ci sono apparecchiature elettroniche quasi fantascientifiche, che lo aiutano a sostenere le indagini senza muoversi da casa. Quest’uomo è più abile, astuto e pignolo di Sherlock Holmes, e limitandosi a studiare indizi apparentemente insignificanti riesce a incastrare l’assassino. Ma non è tutto. C’è un altro elemento importante: il serial killer è un esperto della New York di fine ‘800, e quando si muove per la città a caccia di vittime crede di essere ancora all’epoca del vapore, e incarna le imprese dei più famosi criminali di quel tempo.

Sono questi gli elementi forti della storia di Jeffery Deaver, gli aspetti “esotici” su cui puntare per attirare subito l’interessere dell’editor che si apprestasse a leggere la sinossi del libro. Questo a prescindere dal fatto che poi la storia procede a modo suo, con sviluppi e colpi di scena che acquistano valenza indipendentemente dall’esotismo dei personaggi principali.

Ecco quindi come potrebbe essere scritta una presentazione più efficace de Il collezionista d’ossa: Lyncoln Ryhme, ex polizotto inchiodato al letto da una grave paresi, sfrutta la sua abilità deduttiva per mettersi in caccia di un assassino che ripercorre le gesta dei grandi criminali dell’800, sullo sfondo di una New York inedita e suggestiva.

Che dite, non vi sembra più accattivante? Eppure stiamo parlando della stessa storia. Tutto sta nel presentarla nel modo giusto.

Arriviamo dunque al secondo punto importante di una sinossi. Dopo avere messo bene in luce gli aspetti “particolari” della nostra storia, dobbiamo raccontare quello che succede nel libro. Brevemente, nella maniera più sintetica ma efficace possibile, la storia dev’essere descritta in tutti i suoi aspetti, senza dimenticare nulla e, soprattutto, senza cadere nell’errore (tipico degli esordienti) di tenere in sospeso il finale pensando di stimolare la curiosità del nostro interlocutore. E’ uno sbaglio colossale! L’editore deve sapere come va a finire il romanzo, deve sapere che fine fanno i personaggi e se, dunque, la storia regge. L’editor non è il lettore, e la sinossi non è una quarta di copertina che deve stimolare all’acquisto. Per cui, nella sinossi tutto deve essere descritto e ben spiegato, mettendo in luce le proprie capacità di costruire una trama avvincente e ben congegnata (altra verifica valida anche per se stessi. Siamo sicuri che il nostro libro abbia tutti questi elementi? Che sia effettivamente avvincente, che la storia abbia abbastanza sussulti, colpi di scena e un meccanismo interno perfetto come quello di un orologio?).

Il terzo elemento da mettere bene in evidenza in una sinossi sono i personaggi. Bisogna far capire all’editor che non si è trascurata questa parte fondamentale del romanzo. I personaggi sono essenziali, sono coloro in cui i lettori si immedesimano, e devono dunque avere un’anima e un corpo, essere il più possibile realistici e affascinanti, lontano da cliche e da stereotipi più o meno convenzionali.

Quarto passaggio per stendere una sinossi professionale è descrivere brevemente quale tecnica narrativa si è utilizzata per scrivere il romanzo. Bisogna far capire se si è usata la prima persona singolare o la terza persona, quale punto di vista si è scelto, se la narrazione procede a flashback oppure è lineare, se ci sono inserimenti di articoli di giornale o disegni, schemi o fotografie che si reputano indispensabili per l’economia del romanzo.

Infine, occorre avere abbastanza umiltà (e intelligenza), per capire che di solito gli editori tendono a scegliere loro i titoli da dare ai romanzi che pubblicano. Certo, però, accettano di buon grado i suggerimenti dell’autore, mentre se si cerca di imporre loro un titolo si irritano e si sentono ancora più stimolati a cercarne uno diverso.

La vera sinossi professionale riporta, come ultima voce, una serie di possibili titoli (due o tre al massimo) che l’autore propone all’editore, affermando naturalmente che si tratta solo di suggerimenti.

Per ricapitolare, dunque, ecco i punti in cui dev’essere strutturata una sinossi:

1) Elemento “esotico” del romanzo
2) Trama sintetica ma particolareggiata della storia
3) Descrizione dei personaggi
4) Tecnica adottata
5) Suggerimento di qualche titolo

Adesso che si avete approntato la vostra sinossi, siete in grado di provare a sondare l’interesse degli editori. Se il progetto piacerà, saranno loro stessi a mettersi in contatto con voi e a chiedervi la consegna del dattiloscritto completo, magari durante un cordiale colloquio che possa dare inizio a una fortunata collaborazione editoriale.

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